Una collaborazione tra asset manager è la chiave per un futuro sostenibile

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La collaborazione tra gli asset manager risulta efficace nello spingere le aziende a perseguire rendimenti sostenibili sul lungo termine

Martin Currie, affiliata Legg Mason specializzata nell’azionario globale, ha pubblicato il suo Stewardship Annual Report 2020, in cui invita le società di risparmio gestito a lavorare insieme per diventare un motore del cambiamento globale. Nel suo annuale report ESG, la società britannica spiega come la collaborazione tra gli asset manager sia efficace nello spingere le aziende a perseguire rendimenti sostenibili sul lungo termine, e illustra alcuni sforzi collaborativi a cui ha partecipato nell’ultimo anno su temi come il rischio idrico, la cybersicurezza e a responsabilità fiscale.

L’industria del risparmio gestito si trova in una fase cruciale,” dichiara Julian Ide, CEO di Martin Currie. “Siamo giunti a un punto in cui non è più possibile, o accettabile, pensare al nostro lavoro soltanto sulla base di criteri di rischio/rendimento. Con l’aumentare della pressione dell’attività umana sul nostro pianeta – che si manifesti tramite una pandemia, il cambiamento climatico o la perdita di biodiversità – gli asset manager devono far sentire la propria voce.”

Gli approcci collaborativi consentono di creare un luogo d’incontro in cui condividere intuizioni e competenze, e stabilire degli standard e degli obiettivi per stabilire relazioni costruttive con le aziende.” Oltre al suo lavoro globale con molteplici aziende tramite otto coalizioni, nel 2019 Martin Currie ha svolto 178 engagement one-to-one con il management di altrettante società. Queste attività, insieme a quella di votazione su 6.931 risoluzioni in 665 assemblee degli azionisti, dimostra l’impegno dell’affiliata Legg Mason negli investimenti ESG, evidenziata anche dall’aver ricevuto dal PRI (Principles for Responsible Investment) la votazione massima di A+ in ogni categoria per il terzo anno consecutivo.

Guardare oltre il bilancio di un’azienda ci aiuta a capire come un business si sta evolvendo, come sarà toccato dai cambiamenti esterni e come potrà fornire ritorni sostenibili nel tempo creando valore per tutti gli stakeholder,” commenta David Sheasby, Head of Stewardship and ESG di Martin Currie. Allineamento con la TCFD A partire da quest’anno, Martin Currie ha allineato le sue attività con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), costituita nel 2015 per sviluppare una rendicontazione volontaria e trasparente dei rischi climatici da parte delle aziende.

Crediamo che il framework della TCFD sia uno strumento vitale per capire come le aziende gestiscono i rischi legati al clima” continua Sheasby. “Abbiamo identificato i rischi e le opportunità chiave per ogni settore in cui investiamo. Abbiamo anche analizzato l’impronta di carbonio dei nostri portafogli, individuando quelle società che vi contribuiscono maggiormente.”

Questa analisi strategica è una delle quattro aree di trasparenza indicate dalla TCFD, che chiede anche agli investitori di tenere in considerazione la governance, la gestione del rischio e le metriche e gli obiettivi di ogni azienda. “Con gli effetti del global warming che diventano sempre più evidenti, le imprese non possono più ignorare l’impatto sul proprio business e le implicazioni della transizione a un’economia a bassa intensità di carbonio,” conclude Sheasby. “Le società di asset management hanno un ruolo importantissimo in questo senso, non solo nel gestire i risparmi dei propri clienti in maniera adeguata, ma anche nel guidare le aziende verso pratiche coerenti e misurabili.”

Commento a cura di Martin Currie, affiliata Legg Mason.

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