Russia e Ucraina spaventano le Borse

Sullo sfondo delle tensioni tra Russia e Ucraina, i principali indici di Borsa hanno messo a segno una seduta caratterizzata da incertezza.
Russia e Ucraina

Nel giorno dopo i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, i principali indici di Borsa a livello globale hanno messo a segno un’altra seduta caratterizzata dall’incertezza della tensione tra Russia e Ucraina.

Sullo sfondo rimangono sempre le tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina, con gli Stati Uniti che hanno asserito che Mosca potrebbe usare le notizie di conflitti come pretesto per invadere il Paese. Oltre a questo, diversi funzionari occidentali hanno affermato di non vedere alcun segno di de-escalation al confine tra i due Paesi. Intanto, il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha affermato che le esercitazioni in Bielorussia si concluderanno il prossimo 20 febbraio. Guardando alle Banche centrali, è da segnalare come Neel Kashkari, Presidente della Fed di Minneapolis, abbia dichiarato che se l’istituto centrale statunitense dovesse alzare i tassi di interesse troppo velocemente, si potrebbe assistere ad una recessione. Per Kashkari inoltre, ci sono “più di un rischio” che nel lungo periodo la Federal Reserve torni in un ambiente di bassa inflazione. Lato Banca Centrale Europea, commenti interessanti sono arrivati da Martins Kazaks, Governatore della Banca centrale lettone, secondo cui ci sono abbastanza probabilità di un rialzo del costo del denaro da parte dell’Eurotower nel 2022. Intanto è da segnalare come le discussioni tra Stati Uniti e Iran in merito all’accordo sul nucleare si stiano avvicinando ad una conclusione. Se dovesse essere raggiunta un’intesa, l’offerta di greggio sul mercato potrebbe aumentare di circa 2,5 milioni di barili al giorno, livelli inviati da Teheran prima dell’imposizione delle sanzioni statunitensi.

Leading Index USA e fiducia consumatori Eurozona sotto la lente

Nella giornata odierna gli operatori dei mercati finanziari saranno concentrati su alcuni dati macroeconomici di rilievo in arrivo dagli Stati Uniti. Nel pomeriggio focus sulle vendite di case esistenti e sul Leading index elaborato dal Conference Board di gennaio. Per l’Eurozona si attende il dato della fiducia dei consumatori di febbraio.

Fronte Banche centrali, segnaliamo i discorsi di Charles Evans, John C. Williams e Christopher J. Waller (componenti della Federal Reserve) riguardo la politica monetaria.

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