Petrolio, tra fasi alterne e impatti di politiche ESG

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Con la prospettiva di un’Arabia Saudita che intende aumentare le esportazioni, il mercato del petrolio potrebbe vedere un accumulo continuativo delle scorte per tutto il 2020. Questo è il motivo per cui il prezzo del petrolio è crollato del 30% in una sola notte.

Le società che operano nel mercato del petrolio quotate che operano in questo contesto non sono mai state così fragili negli ultimi 20 anni. Gli investitori hanno venduto le proprie quote, in quanto i timori ESG (ambientali, sociali e di corporate governance) indirizzano il capitale verso il settore delle rinnovabili a discapito del petrolio. I pochi detentori che rimangono stanno chiedendo ritorni elevati agli azionisti, e ciò sta limitando il capitale.

Questo regime del capitale sta aumentando i vincoli all’offerta futura del settore. Se il prezzo del petrolio recupererà, la risposta in termini di offerta da parte delle società petrolifere quotate sarà la più limitata di sempre.

Rischi in aumento e accumulo di scorte inevitabile
I rischi per gli equilibri del petrolio nei prossimi mesi riguardano decisamente la domanda e il fatto che nel breve termine sarà inevitabile un ampio accumulo di scorte di petrolio. Tuttavia, a differenza del periodo 2013-2018, la crescita dell’offerta non-OPEC oltre il breve periodo ora sta rallentando notevolmente ed è contenuta e insufficiente in termini assoluti.

Se guardiamo al periodo 2021-2025, il mercato del greggio del petrolio soffrirà sul lato dell’offerta. Abbiamo quindi bisogno che l’OPEC aumenti la produzione oltre l’attuale spare capacity.

Di conseguenza, ironicamente, il modo in cui vediamo il mercato del petrolio è semplice. Più resteremo fissi sui prezzi attuali, più l’offerta verrà rimossa dall’industria. Ciò mette il mercato di fronte a una fase di notevole stretta e di prezzi molto più elevati, finché alla fine entreremo in un periodo di domanda stabile e di ripresa dei rifornimenti. Affinché si verifichi questa stabilizzazione, abbiamo bisogno che il coronavirus si affievolisca, che l’attività industriale riparta e che le industrie riducano le scorte. Nel brevissimo periodo, è difficile che ciò accada, ma se guardiamo oltre il breve termine, i rischi al rialzo per le quotazioni del petrolio sono significativi.

Commento a cura di Mark Lacey, Head of Commodities, Schroders

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