Le incognite restano Covid ed elezioni Usa. La Cina sorprende in positivo

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I dati hanno iniziato a mostrate un calo nella mobilità e i PMI sui servizi di settembre hanno confermato una perdita del momentum legata al Covid-19

L’Europa è nel mezzo della seconda ondata di Covid-19, con un numero in crescita di nuovi casi. Molti governi stanno imponendo nuove restrizioni, scegliendo di sostenere i relativi costi economici piuttosto che affidarsi alla strategia dell’immunità di gregge, nonostante i bassi tassi di mortalità attuali.

In Francia sono stati chiusi i bar ed è stato dichiarato lo stato di emergenza a Madrid. Le restrizioni sono state inasprite anche in gran parte del Regno Unito e persino in Italia e Germania, nonostante stiano gestendo meglio la seconda ondata.

I dati ad alta frequenza hanno iniziato a mostrate un calo nella mobilità e i PMI sui servizi di settembre hanno confermato una perdita del momentum legata al Covid-19. Le previsioni sulla crescita per il quarto trimestre sono state riviste al ribasso.

Le implicazioni per i mercati dipenderanno dalle politiche messe in atto e dal successo delle nuove restrizioni nel contenere la seconda ondata.

È probabile che nel meeting di dicembre la BCE espanda ed estenda il suo programma di acquisto di asset e non si può nemmeno escludere del tutto un ulteriore taglio dei tassi, anche se non è il nostro scenario base. Le attese per un aumento degli acquisti di bond da parte della BCE continueranno a ridurre le pressioni sui titoli di Stato europei e sugli spread corporate.

Più importante per l’economia è il supporto fiscale. La Francia ha annunciato un’estensione del suo schema di supporto per i lavoratori autonomi e le piccole aziende, così come del sistema dei permessi. È probabile che anche altri stati europei seguiranno il suo esempio.

Un elemento meno positivo è invece l’implementazione del Next Generation del Recovery Fund europeo, al momento in stallo. Anche se, in ogni caso, riteniamo che verrà raggiunto un accordo.

Nelle ultime settimane gli asset USA hanno sovraperformato rispetto a quelli europei e il rally dell’euro, almeno per ora, si è interrotto, a causa dell’aumento del rischio di una seconda ondata in Europa e di una minore probabilità di una contestazione dei risultati elettorali negli USA.

Notizie positive giungono invece dalla Cina, che sembra stia sperimentando una ripresa a “V”. Il Pil cinese è già tornato sui livelli pre-Covid e continua ad aumentare il ritmo di crescita.

La ripresa è stata guidata dal lato dell’offerta, ma ci sono prove che dimostrano un ritorno della domanda privata, con i primi dati positivi sulle vendite al dettaglio. La Cina e l’azionario cinese hanno sovraperformato, la valuta si sta apprezzando e i rendimenti dei titoli di stato sono in rialzo.

L’altro evento da monitorare è il voto negli Stati Uniti, i cui effetti per i mercati dipenderanno dalle politiche messe in atto dal nuovo governo.

La vittoria di Biden con un Senato e una Camera democratici rappresenta lo scenario a cui associamo stimoli fiscali più elevati. Inoltre, la Presidenza di Biden implicherebbe la fine delle politiche commerciali “America First” e dell’imprevedibilità del Presidente Trump.

Maggiori stimoli e minori guerre commerciali comportano un dollaro più debole, una ripresa economica più solida per gli USA e per il mondo, rendimenti più elevati per i Treasury e una reflazione per i settori ciclici e per gli asset emergenti.

Tuttavia, tale scenario vedrebbe anche una tassazione più elevata per le aziende USA e maggiore regolamentazione e intervento su settori importanti come oil&gas, healthcare, tech e finanziario.

Detto questo, è abbastanza probabile che Biden vincerà la Presidenza, ma non il Senato, e in tal caso ottenere un pacchetto di stimoli fiscali più forte sarà complesso, se non impossibile.

Un risultato che confermi lo status quo, con Trump Presidente e i Repubblicani al Senato sarà positivo per il dollaro, ma non per i rendimenti dei Treasury. L’azionario USA beneficerà di minori tasse e regolamentazione, dato che l’America First favorisce gli USA rispetto al resto del mondo.

In ogni caso, lo scenario temuto dai mercati è quello che prevede elezioni posticipate o contestate. I future sul VIX sono crollati via via che il mercato ha ridotto le probabilità di una contestazione dei risultati, con la crescita di Biden nei sondaggi.

Tuttavia, una contestazione del risultato non è del tutto prezzata dai mercati: i sondaggi generalmente peggiorano all’avvicinarsi delle elezioni e il fatto che Trump sia stia riprendendo velocemente dal Covid potrebbe non essere l’unica sorpresa di ottobre.

Commento a cura di David Riley, Chief Investment Strategist, BlueBay Asset Management

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