La violenza economica spiegata attraverso le cinque eroine del fumetto

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In occasione della festa della donna, Global Thinking Foundation, in collaborazione con l’Associazione Anonima Fumetti, presenta “Libere di…VIVERE”

Global Thinking Foundation, in collaborazione con l’Associazione Anonima Fumetti, lancia la mostra – rassegna “Libere di…VIVERE”, nella settimana della giornata internazionale della donna, a supporto e conferma dell’impegno della Fondazione per aiutare le donne vittime di violenza economica. Si tratta di una mostra itinerante che partirà lunedì 4 maggio, proprio da Torino per toccare altri sette comuni italiani (tra cui Roma, Milano, Perugia, Palermo, Taranto) e si concluderà a Parigi nel mese di novembre, durante la settimana SRI.

Legata agli obiettivi globali 4, 5 e 8 dell’Agenda 2030 dell’ONU, obiettivo della mostra è informare e sensibilizzare, soprattutto le nuove generazioni, sui temi della violenza economica che molte donne subiscono, spesso nell’indifferenza e nell’ignoranza della società civile. A tal fine l’utilizzo della letteratura disegnata per raccontare vicende di prevaricazione, anche all’interno della famiglia, può contribuire a un “cambio di visione”, ad una maggiore consapevolezza, da parte dei giovani, di problematiche che costituiscono non solo un vulnus nei confronti delle donne ma anche un ritardo complessivo nell’economia di un Paese.

La mostra tematica si compone di 76 pannelli:
la graphic novel “La regola del vuoto”, che intende portare l’attenzione su casi di attualità di violenza economica ai danni delle donne, traendo ispirazione e facendo un parallelismo con la storia regionale delle Tabacchine del Salento
16 illustrazioni realizzate da giovani fumettisti sul tema della violenza economica sulle donne
– la rappresentazione di 5 eroine del fumetto, da Wonder Woman, Eva Kant, Mafalda fino a Valentina e Solange: un percorso storico dalla II Guerra Mondiale a oggi attraverso la lettura delle cinque eroine e del messaggio sociale che si può trarre da un linguaggio a diffusione ampia e trasversale tra le generazioni

Commento a cura di Global Thinking Foundation

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