Azioni cinesi ancora interessanti per gli investitori?

I mercati azionari cinesi hanno vissuto un anno difficile. Alcuni investitori hanno persino messo in dubbio il fatto stesso di investire in azioni cinesi. Tuttavia, noi rimaniamo costruttivi, perché riteniamo che vi siano ragioni sia cicliche sia strutturali che rendono le azioni cinesi ancora interessanti per gli investitori.
Azioni cinesi ancora interessanti per gli investitori

I mercati azionari cinesi hanno vissuto un anno difficile. Alcuni investitori hanno persino messo in dubbio il fatto stesso di investire in azioni cinesi. Tuttavia, noi rimaniamo costruttivi, perché riteniamo che vi siano ragioni sia cicliche sia strutturali che rendono le azioni cinesi ancora interessanti per gli investitori.

Per avere un quadro di insieme, è importante non concentrarsi solo sui dati specifici di crescita del PIL, ma piuttosto sulla posizione della Cina nel suo ciclo economico. Riteniamo che l’economia stia superando il suo punto di minimo e che dovrebbe iniziare a migliorare nei prossimi trimestri. I contraccolpi della pandemia da Coronavirus e della debolezza del mercato immobiliare dovrebbero attenuarsi. Allo stesso tempo, dovremmo iniziare a vedere l’arrivo di politiche di sostegno che potrebbero aiutare l’economia reale.

Molti si chiedono se la politica “zero-COVID” sia sostenibile, vista la natura altamente infettiva della variante Omicron. Sebbene riteniamo che di tanto in tanto potremmo continuare a vedere dei mini-focolai, ci aspettiamo che la Cina eviti un’altra grave disruption come quella che abbiamo visto a Shanghai. Allo stesso tempo, anche se non esiste una tempistica chiara su quando il Paese adotterà una politica di convivenza con il Coronavirus, l’accelerazione delle vaccinazioni e l’approvazione dei farmaci anti COVID-19 sono segnali positivi. Riteniamo che, al di là delle sfide a breve termine, l’economia cinese sarà molto meglio posizionata tra uno o due anni.

Il ciclo azionario cinese si sta trasformando grazie al ridimensionamento dei timori normativi

Lo scorso anno la Cina ha sperimentato un’ondata di inasprimento del credito e delle normative in diversi settori. Una serie di regolamenti introdotti per perseguire obiettivi di prosperità comune ha gettato scetticismo sulle prospettive di rendimento del capitale investito (“ROIC”), sui tassi di reinvestimento e sul Total Addressable Market (mercato disponibile totale), provocando una prolungata svendita di molti dei titoli preferiti dal mercato, come quelli delle piattaforme Internet, dell’assistenza sanitaria e del settore immobiliare. Riteniamo che questi settori abbiano probabilmente superato il picco del ciclo normativo e che la regolamentazione si stia spostando verso norme che dovrebbero sostenere maggiormente la crescita.

Abbiamo già iniziato a vedere alcune aperture a livello normativo, ma il mercato rimane sottotono a causa di una combinazione di preoccupazioni preesistenti e titoli negativi in un mercato attualmente molto fragile. Alcuni titoli cinesi sono scambiati a una o due deviazioni standard al di sotto dei loro omologhi occidentali. La storia suggerisce che questo tipo di dislocazioni tendono a fornire opportunità a lungo termine.

Volatilità e inefficienze del mercato fanno il gioco degli investitori a lungo termine

Molti concordano sul fatto che il 2022 finora sia stato estremamente difficile per gli investimenti, con una confluenza di fattori eterogenei che hanno causato un forte aumento della volatilità, facendo scendere i mercati azionari. Molti di questi fattori, tuttavia, sono di natura transitoria. Riteniamo che alcuni dei driver fondamentali delle azioni si siano persi nella nebbia dell’estrema volatilità.

Inefficienza e volatilità hanno il potenziale per offrire opportunità agli investitori attivi di lungo periodo, in settori come la tecnologia e l’innovazione, dato che nell’ultimo decennio, smartphone e internet mobile sono stati le principali fonti di creazione di valore.

Opportunità da una transizione globale e locale verso un’economia più verde

Il settore dei veicoli elettrici è un’area che offre un grande potenziale sia localmente che nel mondo (a livello globale, l’industria automobilistica è circa otto volte più grande di quella degli smartphone).

A differenza delle auto con motore a combustione interna (ICE), per le quali i marchi cinesi sono considerati di qualità e tecnologia inferiore, il quadro è molto diverso per i veicoli elettrici di produzione cinese. Mentre i produttori locali detengono una quota del 30% del mercato automobilistico nazionale ICE, per i veicoli elettrici tale quota sale al 65%.

La Cina ha chiaramente il potenziale per diventare un’importante base produttiva globale per auto e componenti dei veicoli elettrici (EV) tanto che sta già costruendo una delle supply chain EV più complete al mondo. Di conseguenza, molti produttori mondiali di apparecchiature originali per auto hanno iniziato a utilizzare il Paese come base di produzione per esportare EV in tutto il mondo. Le opportunità di investimento non riguardano solo settori ovvi come le batterie per auto elettriche e i produttori di auto, ma anche settori a monte come i ricambi per auto, le aziende di automazione e i semiconduttori. Riteniamo che gli EV possano diventare un motore fondamentale per l’ammodernamento industriale del Paese nel prossimo decennio.

La Cina rimane il più grande emittente di combustibili fossili al mondo, ma riteniamo che ci sia un reale impegno per una transizione verde e abbiamo già visto che le politiche si stanno muovendo in questa direzione. Oggi il Paese è un importante importatore di energia tradizionale: importa il 73% del suo fabbisogno di petrolio e il 42% di quello di gas. Un maggiore uso di fonti energetiche rinnovabili permetterà al Paese di diventare più autosufficiente e di raggiungere obiettivi sia economici sia sociali, contribuendo a ridurre gli effetti dannosi dell’inquinamento.

La transizione da un’economia ad alta intensità di carbonio ad un’economia più sostenibile offre anche una spinta alla trasformazione industriale. Si prevede che la Cina intenda spendere circa 16.000 miliardi di dollari per la sua transizione verde, al fine di raggiungere l’obiettivo della neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2060. L’obiettivo è anche quello di raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030. Riteniamo che il Paese sia ben posizionato per raggiungere questi obiettivi, in quanto detiene già una quota del 79% del mercato globale dell’energia solare e del 41% dell’energia eolica.

Azioni cinesi ancora interessanti per gli investitori: motivi strutturali e ciclici

La Cina continua ad essere sostenuta da un forte consumo interno, da una continua industrializzazione e da una crescente tecnologia e innovazione. Riteniamo che questi fattori contribuiranno a garantire la crescita economica sostenibile auspicata dai policymaker cinesi.

Da un punto di vista ciclico, con l’allentamento della politica monetaria a sostegno della crescita economica e con le valutazioni depresse in molte aree del mercato, siamo costruttivi sulle prospettive delle azioni cinesi. Il dinamismo, le dimensioni e la profondità dei mercati azionari cinesi continuano a entusiasmarci e questo insieme di opportunità in rapida espansione offre agli investitori sui fondamentali a lungo termine la possibilità di generare alpha per i clienti.

Man mano che i venti contrari che hanno influenzato negativamente le azioni cinesi negli ultimi tempi iniziano a scemare, riteniamo che si presenteranno opportunità migliori. Il cielo non è ancora sereno, ma crediamo stia iniziando a schiarirsi.

Commento a cura di Wenli Zheng, Portfolio Manager, China Evolution Equity Strategy, T. Rowe Price

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