Perché il 2021 sarà l’anno d’oro del consolidamento bancario

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BlueBay: Il consolidamento del settore bancario europeo è ufficialmente iniziato. In Spagna vi sono già state due importanti operazioni ed è probabile che se ne aggiungeranno altre, con risvolti positivi per il settore.

Anche in Italia l’attività di M&A si appresta sicuramente ad accelerare, dato che nel Paese sono attivi oltre 500 diversi istituti di credito. Si tratta in effetti di uno sviluppo naturale: le banche si sono concentrate sulla trasformazione e il miglioramento del proprio bilancio e, sebbene vi sia ancora del lavoro da fare su questo fronte, è normale che ora si inizi a procedere nella direzione di un consolidamento. Perché proprio ora? Nel 2020 le autorità nel complesso hanno adottato un approccio meno teorico e più pragmatico sotto molti punti di vista. In questo senso, il cambiamento più marcato si è visto proprio nell’atteggiamento in termini di regolamentazione verso le attività di M&A nel settore bancario europeo secondo BlueBay.

Sebbene siamo stati a lungo poco fiduciosi sulla possibilità di un consolidamento in Europa, nonostante le chiare ragioni a livello strutturale, verso la fine del 2019 c’è stato un cambio di tono. Con le banche in difficoltà a causa dei tassi bassi, delle spese per la digitalizzazione in aumento e dei crescenti costi legati alla regolamentazione, sembra che vi sia stata una forte spinta da parte del settore affinché le autorità iniziassero a concepire la competizione per gli istituti europei in termini globali. I costi normativi per le attività di M&A sono sempre stati un ostacolo al consolidamento e, con il senno di poi, sono stati dannosi per il settore nel complesso. Sebbene questo problema fosse chiaramente già nel radar delle autorità, la pandemia di Covid-19 ha reso più urgente la necessità di agire su questo fronte, perché l’importanza di avere un sistema bancario in salute è aumentata. Il calo strutturale della profittabilità dovuta al contesto dei tassi di interesse, la consistente capacità in eccesso e i costi di digitalizzazione sono realtà intrinseche.

Dato che i tassi sono al di là del controllo dei team di management, l’unica possibilità è muoversi sugli altri fronti, eliminando la capacità in eccesso e le dinamiche sconvenienti dei prezzi e cercando di ottenere sinergie in ambiti come quello digitale, che ormai rappresenta più del 10% dei costi complessivi per le banche. Nel corso del 2020, il tono verso le attività di M&A nei discorsi delle autorità è passato da essere poco convinto a pienamente costruttivo, con la disponibilità a facilitare il consolidamento in una prospettiva prudenziale. Per di più, lo scorso luglio la BCE ha emanato una consultazione speciale su questo tema, chiarendo che vi è la possibilità di considerare il ‘badwill’ contabile nei calcoli sul capitale afferma BlueBay.

Vi sono stati anche chiarimenti sull’uso dei modelli interni e sui requisiti ‘Pillar 2’ per il capitale, che hanno spianato la strada per operazioni che altrimenti probabilmente sarebbero state considerate antieconomiche in passato. Guardando avanti La convergenza di solide ragioni strategiche e un atteggiamento favorevole da parte delle autorità verso il consolidamento del settore dovrebbe realizzarsi pienamente nel corso del 2021. L’anno scorso alcuni dei team di management si sono già mossi rapidamente per cogliere questa opportunità, realizzando diverse operazioni significative in Italia e in Spagna.

A nostro avviso, l’esito più probabile è che il consolidamento avvenga su base domestica, dove le sinergie rimangono più evidenti. Ciò detto, non escluderemmo del tutto anche operazioni transnazionali: gli ostacoli strutturali permangono, rendendo questo tipo di attività di M&A più sfidante, ma in certe aree di business le ragioni non mancano del tutto, in particolare con la digitalizzazione che rappresenta una percentuale sempre più significativa dei costi complessivi. In ogni caso, ci aspettiamo che il trend del consolidamento acceleri nel 2021, uno sviluppo che dovrebbe dimostrarsi positivo per il settore e per coloro che vi investono.

 

A cura di James Macdonald, Senior Portfolio Manager, BlueBay Financial Capital Bond Fund, BlueBay Asset Management

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