Giappone: la spinta arriva dai consumi

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Parla Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Japanese Equity, sullo stato di salute del Giappone dove l’Abenomics ha dato i suoi frutti.

Negli ultimi anni il governo di Abe ha fatto della riforma del settore privato un obiettivo primario per il Giappone, mirando, attraverso regolamentazione e incentivi di incoraggiamento, a migliorare gli standard di governance, compreso l’obbligo di assumere direttori esterni, migliori return on equity e, parlando in termini più generali, maggiori ritorni per chi fornisce i capitali, ossia gli azionisti. I frutti di queste riforme stanno iniziando a farsi vedere, e l’impatto sulla profittabilità delle aziende e sulle politiche di allocazione del capitale è stato significativo.

Tutto ciò è avvenuto in assenza di qualsiasi significativo cambiamento reale nelle condizioni macroeconomiche domestiche e nonostante la crescita contenuta delle vendite. Grazie anche alle condizioni dell’economia globale, che sta mostrando segni sia di stabilità sia di lieve miglioramento, in Giappone è in corso una crescita a doppia cifra degli utili, e le previsioni continuano a mostrare un eccellente outlook per la crescita dei profitti in rispetto all’Europa e agli Stati Uniti.

La crescita delle esportazioni, l’indebolimento dello yen e lo stimolo fi scale hanno contribuito alle fasi iniziali del rally della crescita dei profitti, mentre più recentemente la spinta è arrivata da consumi e investimenti. Con una gran mole di liquidità nei bilanci, in maniera significativamente maggiore rispetto agli altri mercati sviluppati, la prospettiva che questo denaro venga sbloccato e usato per finanziare investimenti più disciplinati, o per aumentare i ritorni di capitale per gli investitori, continua a essere un driver positivo per molte azioni giapponesi.

Tuttavia i fondamentali delle società giapponesi si sono già mossi decisamente al rialzo. Infatti, i profitti societari hanno recentemente raggiunto due obiettivi fondamentali: superare i massimi storici, toccati nel 2007, e sorpassare gli Stati Uniti in termini di utili nel corso dell’ultimo decennio Considerando che anche i dividendi e i riacquisti di azioni stanno raggiungendo i picchi storici, possiamo considerare questa situazione come un promemoria puntuale, che ricorda che i fondamentali dell’economia e i fondamentali delle società sono due dimensioni totalmente diff erenti da considerare per gli investitori, soprattutto in Giappone. Il recente aumento degli utili dà sostanza alla nostra convinzione che il Giappone rappresenta un esempio interessante di crescita ciclica e autosostenuta a livello di profi tti, indipendentemente dalla crescita economica e dell’infl azione.

L’It e i servizi continuano a essere due dei maggiori sovrappesi del fondo T. Rowe Price Japanese Equity attraverso posizioni su società come Softbank e Nippon Telegraph and Telecommunications. Continuiamo a essere rialzisti su questo settore e in particolare sui margini di miglioramento degli utili. Nello stesso ambito troviamo che anche le agenzie del personale siano positive: alcuni segnali di irrigidimento del mercato del lavoro rappresentano infatti una notizia positiva per il comparto. Il secondo maggiore sovrappeso però è quello dei macchinari, che dovrebbe beneficiare del vento di coda secolare rappresentato dalla transizione verso l’automazione a livello globale. Quali sono le previsioni sullo yen? Al momento, lo slancio dell’economia globale è positivo, il che signifi ca che lo yen giapponese di recente ha scambiato in un range limitato. L’attuale livello della moneta nipponica è favorevole sia per il settore corporate del Giappone sia per gli investitori internazionali, che appaiono sempre più intenzionati a incrementare le allocazioni dei propri investimenti su questo mercato dalle valutazioni attraenti.

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