Gender Gap: Columbia Threadneedle poco convinta, Unicredit in prima linea

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Report sulle ultime novità in termini di parità e gender gap nel mondo finanziario e dell’asset managment. Columbia Threadneedle ancora molto indietro, Unicredit migliora sempre.

Sforzi per diminuire le pari opportunità all’interno della società Columbia Threadneedle. Sforsi che però non hanno portato a risultati rilevanti dal 2014 a oggi. Secondo il documento della stessa Columbia Threadneedle, che in Italia è guidata da Alessandro Aspesi, permangono differenze abissali nelle condizioni economiche riservate alle donne lavoratrici. Lo stipendio medio infatti di una professionista donna che lavora in Columbia Threadneedle, sarebbe del 29,2% in meno di uno suo collega uomo di pari grado, e i bonus percepiti sarebbero inferiori addirittura del 61,2%.

Guardando alla collocazione all’interno dell’organigramma di Columbia Threadneedle, la presenza di donne aumenta al decrescere delle posizioni più importanti e remunerate. Non stupisce che questo atteggiamento si rifletta anche dalla propensione alla comunicazione degli investimenti ESG, che ricordiamo coinvolgono anche le tematiche di inclusione e sociali. Secondo un recente sondaggio realizzato dal centro studi del magazine Le Fonti Asset Management su un panel di oltre 1000 consulenti finanziari e private banker, Columbia Threadneedle non è percepita come un asset manager con expertise per gli investimenti sostenibili e si è posizionata all’ultimo posto secondo l’opinione dei consulenti.

Svolta invece al femminile per Unicredit. Sono 4 le posizione di leadership assunte da donne ai vertici dei comitati endoconsiliari di Unicredit. Un attenzione sempre più importante verso i temi ESG, dimostrata dalla creazione della nuova struttura a capo della quale siede Francesca Tondi, con lei Maria Pierdicchi, Elena Carletti e Jayne-Anne Gadhia.

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