Elezioni statunitensi: un referendum su Donald Trump

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La crisi da coronavirus sta cambiando le carte in tavola per le elezioni statunitensi di novembre, riducendo le possibilità per Trump di essere rieletto

Il presidente Donald Trump riceve dure critiche per il modo in cui gestisce l’epidemia, largamente fuori controllo in particolare nel sud. Nel contempo l’economia – il tema caratterizzante della sua politica – è pesantemente colpita nonostante gli ingenti pacchetti di misure di supporto. I sondaggi nazionali mostrano in media che il candidato democratico ed ex vice presidente Joe Biden è avanti rispetto a Trump di circa otto punti; il divario si sta inoltre allargando negli stati in bilico cruciali come la Florida, dove Biden è in vantaggio di circa sei punti secondo Real Clear Politics. In questo momento, Trump deve affrontare una corsa in salita per essere rieletto.

Aggiudicarsi il controllo del Senato è cruciale perché le politiche economiche dei democratici possano avanzare. Mentre Biden è molto avvantaggiato nei sondaggi di opinione per l’elezione presidenziale, la situazione in Senato è diversa. Anche se i democratici dovessero ottenere il controllo, la loro maggioranza sarebbe probabilmente risicata. In termini di decisioni di politica economica, Joe Biden e i democratici insistono su un parziale annullamento dei tagli fiscali decisi da Trump a dicembre 2017, ma in caso di elezione i democratici dovrebbero rimanere pragmatici e focalizzare i loro sforzi iniziali sul fare ripartire l’economia tramite lo stimolo fiscale.

Le relazioni tra Stati Uniti e Cina rimarranno probabilmente tese, indipendentemente da chi sarà il vincitore. Biden potrebbe minimizzare l’importanza del commercio internazionale e focalizzarsi maggiormente sui timori geopolitici. Chiunque vincerà le elezioni di novembre, appare probabile che una forma di Modern Monetary Theory «leggera», comprendente una combinazione di allentamento della politica monetaria e fiscale, continuerà a influenzare i responsabili della politica economica per il prevedibile futuro.

Per i mercati azionari, le elezioni negli Stati Uniti sono viste sempre di più come una fonte di volatilità. Un aumento dell’aliquota dell’imposta societaria dal 21% al 28% potrebbe potenzialmente decurtare di almeno un terzo la crescita degli utili 2021. I giganti tecnologici statunitensi sono stati i grandi vincitori nella crisi del Covid-2019. Essi ora rappresentano circa un quarto della capitalizzazione dello S&P 500 ma pagano solo il 13% delle tasse complessive. La loro redditività è destinata a ridursi in caso di aumento delle imposte. Rispetto ai giganti della tecnologia, il settore della salute, anch’esso tra i beneficiari della crisi del Covid-19, tratta a valutazioni relativamente più interessanti. In aggiunta, le riforme del sistema sanitario statunitense sono scese d’importanza nell’agenda politica (e le proposte più estreme formulate dalla sinistra del partito democratico sono uscite del tutto dai radar). In generale, gli sforzi per evitare un deragliamento dell’economia possono significare che il vincitore delle elezioni di novembre potrà alleggerire la pressione su settori come il petrolio e il gas. I dividendi pagati dalle società comprese nello S&P 500 si prevede diminuiranno a circa USD 400 miliardi quest’anno. Dopo un 1° trimestre 2020 dinamico, anche i riacquisti di azioni proprie dovrebbero scendere a circa USD 400 miliardi quest’anno. Un incremento dell’imposta sulle società e le potenziali restrizioni regolamentari potrebbero frenare i riacquisti di azioni proprie anche l’anno prossimo.

Commento a cura di Thomas Costerg, US Economist & Jacques Henry, Cross-Asset Team Leader, Pictet Wealth Management

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