Energia, i prezzi colpiscono più l’Europa che gli USA

Prezzi energia colpiscono l'Europa

seguito del conflitto tra Russia e Ucraina i prezzi delle materie prime e dell’energia sono andati progressivamente aumentando. Inutile dire come questo progressivo aumento, abbia influito in maniera importante sui livelli di inflazione che ha raggiunto livelli davvero alti.

Una situazione di cui ci accorgiamo tutti quando andiamo a fare la spesa o anche solo paghiamo la bolletta di luce e gas. Mentre in Italia solo poche aziende sembrano non subire danni dall’aumento dei costi dell’energia (ne è esempio piuttosto eloquente, che apre a diverse considerazioni, il fatto che ENI abbia registrato un balzo importanti degli utili proprio nel primo semestre del 2022, con quasi il 700% in più rispetto al primo semestre 2021), negli USA la situazione è ben diversa negli USA.

Energia, i prezzi colpiscono più l’Europa che gli USA

A illustrare le differenze tra i due continenti è Steven Bell, Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments, nel suo consueto commento settimanali sui mercati.

Steven Bell
Chief Economist EMEA
Columbia Threadneedle Investments
Steven Bell
Chief Economist EMEA
Columbia Threadneedle Investments

Si sta aprendo una divergenza straordinaria nei prezzi dell’energia tra Stati Uniti ed Europa. La prospettiva di prezzi alle stelle per il gas naturale per quest’inverno sembra destinata a determinare una recessione in Europa e nel Regno Unito. Al contrario, la forza dell’economia statunitense implica che la Federal Reserve dovrà continuare ad alzare i tassi di interesse fino a quando non riuscirà a provocare una recessione

Il prezzo dell’energia sta scendendo negli Stati Uniti

Quando a giugno il prezzo della benzina negli Stati Uniti ha superato i 5 dollari al gallone, molti americani hanno pensato che la recessione negli Stati Uniti sarebbe arrivata rapidamente. “Prezzo elevato della benzina, uguale recessione” fa parte della saggezza popolare negli Stati Uniti. Con l’inversione della curva dei rendimenti e l’aumento delle richieste di disoccupazione, molti erano d’accordo. Ora le cose sembrano molto diverse. Sì, la curva dei rendimenti è ancora invertita, ma la benzina è scesa a 4 dollari al gallone, le richieste di disoccupazione si sono stabilizzate a un livello basso e la forza della spesa dei consumatori statunitensi ha sorpreso i pessimisti.

Una serie di buone notizie sull’inflazione statunitense, ma i tassi sono ancora destinati a salire

Anche l’inflazione è stata oggetto di una serie di buone notizie, ma la speranza che la Federal Reserve possa smettere di aumentare i tassi in tempi brevi è stata dissipata da una serie di commenti da falco da parte dei membri del comitato per la fissazione dei tassi. Come già ricordato, la forte e persistente inflazione nei salari e negli affitti negli Stati Uniti significa che l’obiettivo della Fed di un’inflazione al 2% è ancora fuori portata, a meno che non si verifichi una recessione.

L’Europa può solo sognare i prezzi dell’energia degli Stati Uniti

Gli automobilisti europei sarebbero entusiasti di fare il pieno ai prezzi statunitensi, che si traducono in 90 pence inglesi o poco più di 1 euro al litro. Ma abbiamo motivo di essere molto più invidiosi dei prezzi del gas naturale di quest’inverno. Attualmente il prezzo del gas naturale è oltre 8 volte più alto in Europa e nel Regno Unito che negli Stati Uniti.

Naturalmente questo non ha ancora colpito i consumatori europei: siamo in estate e i prezzi sono ancora relativamente bassi. Ma la portata dell’imminente disastro è più evidente nel Regno Unito.  La bolletta energetica della famiglia media ha iniziato l’anno con 1.277 sterline in termini annuali. A partire da ottobre, il prezzo salirà a circa 3.600 sterline (il numero esatto lo sapremo venerdì) e forse a circa 4.200 sterline il prossimo gennaio. Le bollette energetiche annuali delle famiglie britanniche aumenterebbero quindi di ben 3.000 sterline in meno di 12 mesi. Il governo ha già previsto alcuni sgravi, ma chiunque diventi premier il mese prossimo sarà costretto a prorogarli drasticamente.

Prezzi dell’energia: la calma prima della tempesta nel Regno Unito

Nel Regno Unito ci aspettano alcune settimane di sollievo. Grazie alle modifiche apportate alle soglie dell’assicurazione nazionale e ai sussidi per il costo della vita, questo mese i redditi reali disponibili riceveranno un’importante spinta. E molti consumatori hanno ancora spazio per spendere i loro risparmi – la liquidità accumulata e i debiti ridotti durante la pandemia. Ma è davvero la tregua prima della tempesta.

Il potente dollaro potrebbe diventare ancora più potente

È difficile sfuggire alla conclusione che le prospettive economiche sono migliori negli Stati Uniti che in Europa. Il potente dollaro potrebbe diventare ancora più potente e, sebbene i tassi di interesse siano destinati a salire in Europa e nel Regno Unito, gli Stati Uniti devono sicuramente fare da apripista. E gli asset di rischio? A mio modesto parere, l’aumento dei tassi e la recessione non sono sufficienti per un mercato azionario in crescita.

commento a cura di Steven Bell, Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments

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