La BCE conferma le attese, dividendi bancari bloccati fino a gennaio

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Pubblicati dalla BCE i risultati della sua analisi sulla vulnerabilità delle banche in risposta allo stress causato dal Coronavirus

In generale i risultati della BCE mostrano che le banche hanno un notevole livello di resilienza, sia negli scenari base che in quelli più pessimistici, che prevedevano rispettivamente un calo del Pil dell’8,7% e del 12,6% per quest’anno.

I livelli di capitale si ridurrebbero in entrambi gli scenari, ma anche nel caso più grave il 25% delle banche manterrebbe un livello in aggregato del 12,9%, significativamente maggiore rispetto al livello medio richiesto dalle autorità per poter emettere coupon. Notiamo inoltre che da inizio anno i livelli di capitale si sono mossi al rialzo e, pur non aspettandoci che questa traiettoria continui nel resto dell’anno, riteniamo sia molto improbabile che i posizionamenti del capitale delle banche passino dall’aumento della prima metà dell’anno a una riduzione notevole su base annua.

In linea con le nostre aspettative, il divieto di pagare i dividendi per le banche è stato prorogato fino al 1° gennaio 2021 (le banche restano libere di continuare a pagare coupon AT1 a condizione di avere riserve di capitale superiori al livello richiesto). Gli investitori azionari, e anche noi in quanto forti sostenitori delle forze di mercato, sono rimasti delusi dal fatto che non si è aggiunto nessun dettaglio su questa data, rimandando a un futuro aggiornamento nell’ultimo trimestre del 2020. Detto ciò, riteniamo che le banche mostreranno un livello di resilienza ancora maggiore rispetto ai test, soprattutto sul livello di capitale e perciò riteniamo che il divieto sui dividendi probabilmente non verrà esteso oltre questa data, per passare invece a un approccio caso per caso. Nonostante ciò, è abbastanza deludente il livello di incertezza generato nei mercati, soprattutto dato che continuiamo a non vedere una differenziazione tra banche con bilanci e livelli di capitale solidi e istituti più vulnerabili. Preferiamo sempre che siano le forze di mercato a stabilire un’allocazione efficiente di capitale per gli istituti migliori, e riteniamo che più a lungo resteranno in vigore queste regole universali, meno efficiente sarà il mercato.

È stata fornita maggiore chiarezza su quando saranno reintrodotte le misure di alleggerimento dei requisiti sul capitale. In particolare, alle banche sarà concesso di operare con livelli di capitale al di sotto dei requisiti del secondo pilastro (Pillar 2 Guidance) fino alla fine del 2022. Ciò fornisce alle banche maggiori certezze nel programmare la gestione del proprio capitale. È stato anche chiarito che gli istituti bancari potranno versare i dividendi anche operando al di sotto dei requisiti del secondo pilastro, cosa che ancora una volta va a favore di una ripresa dei dividendi in tempi brevi.

La nostra valutazione complessiva è che le banche resteranno resilienti come mostrato dai test. Inoltre, è probabile che i dividendi riprenderanno nel primo trimestre 2021, ma la BCE per ora si sta riservando la possibilità di prolungare ulteriormente il periodo di blocco, un aspetto sfavorevole per gli investitori. Alla luce di questa combinazione di resilienza dei bilanci e incertezza sulla distribuzione dei dividendi, i titoli AT1 ad alto rendimento degli istituti più solidi continuano ad essere gli strumenti che offrono i migliori rendimenti aggiustati per il rischio nel settore.

Commento a cura di James MacDonald, Partner e Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management

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