Commenti post conferenza BCE del 21 luglio: cosa aspettarsi?

Riportiamo di seguito quelli che sono stati i commenti post conferenza BCE del 21 luglio 2022. Vediamo qual è l'approccio di ogni realtà e quali le previsioni che ci attendono.
commenti post conferenza BCE del 21 luglio

Riportiamo di seguito quelli che sono stati i commenti post conferenza BCE del 21 luglio 2022. Vediamo qual è l’approccio di ogni realtà e quali le previsioni che ci attendono.

Flash note – Pictet AM commenti post riunione BCE del 21 luglio

A cura di Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management

La BCE, per la prima volta dal 2011 ha rialzato i tassi di 50bp in più, rispetto alle attese di 25bp pre-meeting, ponendo fine ad un’era (iniziata nel 2014) di tassi monetari negativi.

Il ritmo dei rialzi è stato accelerato, ma il punto terminale non è stato modificato (il future sui tassi monetari Euribor 3m sulla scadenza di dicembre 2023 non registra movimenti significativi rispetto alla sessione precedente).

Importante il rifermento al TPI (il cosiddetto scudo anti-spread, in gergo tecnico Transmission Protection Instrument) di dimensioni potenzialmente illimitate.

La BCE ha giustificato la scelta di 50bp rispetto ai 25bp preannunciati in diverse circostanze nelle ultime settimane, oltre che con i rischi inflattivi incrementati, anche con la disponibilità dello scudo TPI che un mese fa non esisteva.

Gli acquisti sul TPI verranno decisi su base pienamente discrezionale da parte del board della BCE, ma saranno 4 i criteri guida utilizzati per giudicarne la validità:

  • Rispetto delle regole di budget (i beneficiari TPI non devono essere in procedura di deficit)  – Framework fiscale
  • Mancanza di disequilibri macroeconomici
  • Valutazione della sostenibilità nel lungo termine del debito pubblico
  • Politiche macroeconomiche e fiscali sane e in linea con i dettami del PNRR e con le raccomandazioni della commissione europea

Dal meeting odierno è emerso che la BCE “intende effettuare scelte secondo piena discrezionalità, senza essere ostaggio di nessun attore economico o politico”.

I bond oggetto di acquisto sul mercato secondario avranno una scadenza compresa tra 1 e 10anni.

Il rischio è che, alla luce dei recenti avvenimenti politici in Italia, i mercati finanziari vadano a testare la risolutezza della BCE a contenere l’allargamento degli spread. Una prima soglia di attenzione è fissata a 250bp  tuttavia un giudizio importante verrà ricoperto anche dalla rapidità del movimento.

E’ probabile che in una contesto estivo caratterizzato da illiquidità, il BTP continui ad incorporare premi di rischio elevati.

La risalita dei rendimenti è stata particolarmente marcata sulla parte a breve termine con il BTP italiano a 2 anni che registra rendimenti superiori al 2% (+30bp rispetto a ieri). Il Btp a 10 anni arretra invece di oltre 20bp con rendimenti intorno al 3.6%.


FRANKLIN TEMPLETON: commento relativo alla riunione della BCE del 21 luglio 2022

Commento a cura di David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton

La Banca centrale europea (BCE) ha aumentato i tassi di interesse più del previsto (50 pb) oggi e ha introdotto il Transmission Protection Instrument (TPI). Il TPI probabilmente ha guadagnato più attenzione di quanta ne avrebbe altrimenti, poiché il governo italiano guidato da Mario Draghi è crollato la scorsa notte. L’Italia andrà ora alle elezioni in autunno, introducendo il rischio politico nelle attività italiane.

Il mercato è interessato a quando o a quale livello la BCE interverrebbe per aiutare a limitare l’allargamento degli spread governativi. Sembrerebbe che gli attuali livelli di spread dovrebbero allargarsi un po’ prima che la BCE venga coinvolta con il TPI; invece, probabilmente faranno affidamento sul reinvestimento del PEPP per contenere gli spread in primo luogo. L’aumento maggiore del previsto potrebbe essere l’inizio di una politica più aggressiva poiché la BCE ha interrotto la forward guidance; tuttavia, come discusso da Lagarde, l’annuncio di oggi stava anticipando gli aumenti dei tassi piuttosto che aumentare l’importo degli aumenti dei tassi di interesse.

Riteniamo che potrebbero essere possibili ulteriori aumenti dei tassi nel prossimo mese, ma pensiamo che rimarranno dipendenti dai dati in reazione al rallentamento dell’economia, all’aumento dei prezzi dell’energia e ai continui effetti di ricaduta della guerra in Ucraina. Prevediamo che il mercato metterà alla prova la determinazione della BCE con il nuovo TPI e il momento in cui gli aumenti dei tassi di interesse dovrebbero essere prezzati sul mercato. Tenendo conto di tutto ciò, rimaniamo sottopesati sui titoli di Stato italiani e manteniamo una duration breve nei nostri portafogli europei.


Non perdere le notizie che contano per gli investimenti.
Registrati alla nostra newsletter.