Collo di bottiglia

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GAM Italia:  L’allentamento delle misure restrittive a livello globale risveglia la domanda di beni e servizi.

 

La carenza di componentistica e la congestione dei porti cinesi stanno causando non pochi problemi alla ripresa dell’attività produttiva in molti settori Il recente dato di produzione industriale tedesco ha fatto segnare il maggior calo mensile dal primo lockdown del 2020, -3,7%, contro il +1% atteso. Analizzando i dati, si può notare come la domanda estera sia calata di quasi il 7% e quella extra UE addirittura di oltre il 9%. Il settore auto è stato quello più colpito, con la produzione che nel solo mese di giugno è scesa del 15%. Se le aziende non riescono a soddisfare la domanda a causa della mancanza di componenti, è inevitabile che i clienti si rivolgano altrove, ovvero dove c’è maggior disponibilità afferma GAM. Il problema di approvvigionamento di componenti, però, non è solo tedesco, ma riguarda tutte le maggiori economie. Ha fatto notizia l’aumento vertiginoso dei prezzi delle auto usate negli Stati Uniti, +10% nel solo mese di aprile, +21% da inizio anno, rendendo così il segmento uno dei principali contributori della recente fiammata dell’indice dei prezzi al consumo.

E molte aziende cercano di correre ai ripari. Il più grande costruttore mondiale di quad e motoslitte ha cambiato radicalmente il suo sistema di produzione e vendita. La programmazione delle catene produttive viene variata in base alla componentistica disponibile in magazzino, a volte addirittura su base giornaliera. Se scarseggia la gommapiuma per le imbottiture dei sedili, la produzione dei veicoli a 4 e 3 posti viene immediatamente sospesa e subito avviata quella dei veicoli a 2 posti. In alcuni casi il veicolo è assemblato e spedito al distributore senza sedili, che verranno forniti appena disponibili e dovranno essere assemblati dal distributore stesso. Ma questa flessibilità operativa è solo un palliativo temporaneo, che non può durare ancora a lungo. Il problema degli approvvigionamenti di componenti si è aggravato nel corso degli ultimi mesi anche a causa della congestione dei porti cinesi, che non riescono a smaltire l’enorme domanda, e al ritorno di nuovi focolai covid-19.

Proprio in questi giorni uno dei maggiori porti commerciali nel sud della Cina, dal quale parte il 25% dei container diretti negli Usa, è stato messo in quarantena. E nel frattempo le tariffe per le spedizioni sono più che quadruplicate nell’ultimo anno. L’amministrazione Biden la scorsa settimana ha presentato un piano d’azione proprio per affrontare il problema dei colli di bottiglia che frenano la ripresa dell’attività produttiva. In un report di 250 pagine sono state evidenziate tutte le maggiori criticità delle catene di produzione nei settori più sensibili dell’economia americana. L’intenzione di Biden è di utilizzare i fondi del “Coronavirus Relief Package” per potenziare il manifatturiero domestico, così da ridurre la dipendenza dai competitor globali per tutti quei prodotti considerati strategici per la Corporate America (uno su tutti i microprocessori). Tutte queste problematiche hanno sicuramente contribuito all’ennesima rotazione settoriale da value a growth vista nelle recenti settimane (vedi Musa dei Mercati del 2 luglio) afferma GAM. Benché il problema degli approvvigionamenti sembri temporaneo, così come forse l’incremento dei prezzi, è indubbio che per alcuni settori occorreranno ancora diversi trimestri per tornare a pieno regime.

 

Commento a cura di Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR

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