CIO Viewpoint: 10 temi d’investimento per il 2022

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Lombard Odier: Al terzo anno consecutivo di pandemia, notiamo che le economie sviluppate si sono riprese rapidamente.

 

Ora ci stiamo avvicinando alla seconda metà del ciclo economico che potrebbe rivelarsi più difficoltosa in scia alla normalizzazione delle politiche monetarie e fiscali. Non esiste però un modello economico per la ripresa della pandemia. Ci aspettiamo una maggiore volatilità dovuta ai possibili errori della politica monetaria e fiscale. La fase di ripresa non si è ancora conclusa e inevitabilmente il ritmo dell’espansione economica rallenterà rispetto ai massimi precedenti. Manteniamo un outlook positivo per la crescita globale. Salvo una nuova ondata di contagi di Covid resistenti ai vaccini, o grandi turbolenze a livello geopolitico, il rischio di un marcato rallentamento dell’economia globale nel 2022 sembra ridotto. Nel 2021 l’inflazione è diventata una delle principali fonti di preoccupazione afferma Lombard Odier.

Ci aspettiamo che l’anno prossimo i driver d’inflazione non saranno più gli aggiustamenti “di base” una tantum che riflettono le strozzature dell’offerta e la domanda repressa da parte dei consumatori ma piuttosto si tratterà degli aumenti caratteristici di metà ciclo economico che coinvolgono affitti e salari. Dal momento che queste nuove pressioni dovrebbero rivelarsi più durature, ci aspettiamo che la Federal Reserve e la BCE rispondano aumentando i tassi di interesse a scaglioni a partire dal 2023. Nel 2023 questo ciclo economico insolitamente veloce avrà raggiunto la fase finale. La normalizzazione della politica monetaria e il ridimensionamento della spesa fiscale lasceranno meno margine di errore e, di conseguenza, i mercati incorporeranno il rischio. Anche le dinamiche geopolitiche potrebbero influenzare la volatilità di mercato.

Tra queste troviamo: tensioni tra Cina e Stati Uniti, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e i negoziati con l’Iran per l’accordo sul nucleare. In Europa, invece, lo scenario sarà caratterizzato dalle tensioni tra Regno Unito e le elezioni presidenziali in Francia che si terranno il prossimo aprile. Oltre a una maggiore volatilità, questo processo offrirà agli investitori l’opportunità di incrementare la differenziazione in termini di asset class, settori e regioni afferma Lombard Odier. Per determinare un’adeguata esposizione al rischio all’interno dei portafogli è necessario utilizzare una gestione attiva. Riteniamo che la sostenibilità sarà il fattore trainante della performance degli investimenti, e continuiamo a preferire le aziende con business model che contribuiscono alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette. In questo documento illustriamo quelli che a nostro avviso saranno i dieci temi d’investimento più forti in questo ciclo economico unico nel suo genere.

1. Iniziare a ripristinare le riserve di liquidità nei portafogli I mercati attuali sono vantaggiosi per i portafogli di investimento, ma il ciclo economico si sta evolvendo rapidamente. Una crescita elevata ma che parallelamente continua a rallentare, unita alla graduale stretta fiscale e monetaria, implica un possibile aumento della volatilità nel 2022, sia in termini di frequenza sia di range di possibili cali dei mercati. Date le valutazioni elevate nella maggior parte delle asset class, ricostruire gradualmente la riserva di liquidità in un portafoglio aiuterà gli investitori a identificare le opportunità quando si verificheranno dei sell-off.

2. Ridurre ulteriormente l’esposizione alle obbligazioni di high-grade I titoli di stato dei mercati sviluppati sono un buono strumento per finanziare un aumento della liquidità di un portafoglio. L’inflazione si sta dimostrando più elevata del previsto e le banche centrali stanno normalizzando la politica monetaria, mentre i piani fiscali dei governi indicano che sono ancora necessarie ingenti emissioni di bond per finanziare i deficit e i rendimenti sono ancora bassi o negativi e non compensano le potenziali perdite derivanti dall’aumento dei tassi afferma Lombard Odier. Le obbligazioni investment grade (IG) dei mercati sviluppati sono solo leggermente migliori. Se da un lato i livelli di default sono bassi e la domanda di obbligazioni IG resta solida, dall’altro le valutazioni sembrano elevate, con spread inferiori rispetto alla media di lungo periodo e con poco margine di riduzione. Questo scenario fa sì che ci siano ridotti incentivi per gli investitori.

3. Utili solidi continuano a rendere le azioni siano interessanti Per la prima volta le aziende hanno registrato sorprendenti utili per azione a due cifre per sei trimestri consecutivi. Gli utili sono abbastanza forti rispetto alle valutazioni tanto da offrire a chi investe nell’azionario un premio leggermente superiore alla media ventennale. Nonostante le valutazioni restino elevate in tutti i mercati, queste sono storicamente un cattivo indicatore di performance a breve termine. Con l’avanzare del ciclo economico, lo slancio del miglioramento delle revisioni degli utili rallenterà, ma per ora, la fase di ripresa non è ancora terminata, fattore che favorisce gli asset di rischio. A livello regionale, preferiamo i nomi paneuropei, dove sia gli utili sia le valutazioni hanno margini per stare al passo con le performance dei mercati azionari globali.

4. Mantenere un bias per i titoli value e ciclici In questa fase del ciclo economico, i trend economici dovrebbero supportare le performance dei titoli value, come quelli del settore dell’energia, i titoli finanziari e le case automobilistiche, oltre ai titoli ciclici dei settori dell’industria e dei materiali. Questi tipi di azioni, oltre ai titoli a bassa capitalizzazione, presentano valutazioni interessanti e riteniamo che la crescita globale ancora sostenuta consenta loro di registrare una sovraperformance.

5. Orientare il sovrappeso dell’emerging-hard-currency verso l’Asia Le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte offrono un’opportunità di ottenere il carry yield nel reddito fisso. Nel complesso, le valutazioni sono meno elevate rispetto ad altri segmenti del credito e gli spread sono di poco superiori alle medie storiche, con i fondamentali che offrono un buon supporto nella maggior parte delle economie emergenti. Le recenti pressioni sul comparto immobiliare cinese hanno bloccato lo sviluppo di questo segmento afferma Lombard Odier. Se da un lato c’è ancora incertezza su quale sarà lo scenario futuro del comparto, dall’altro riteniamo che le valutazioni attuali stiano già ampiamente incorporando molti degli scenari potenzialmente negativi. Destiniamo la nostra allocation verso l’Asia mentre costruiamo l’esposizione nel credito dislocato della regione.

6. Incorporare una maggiore forza del dollaro e una debolezza dell’euro Ci aspettiamo che il dollaro sia più forte e l’euro più debole. Il dollaro dovrebbe rafforzarsi man mano che la politica monetaria statunitense diventa meno accomodante. Prevediamo anche una debolezza dell’euro nei confronti di diverse valute, dato l’indebolimento della bilancia dei pagamenti dell’Eurozona e visto che la BCE dovrebbe normalizzare la politica monetaria più lentamente delle altre banche centrali. Stimiamo che il cambio euro-dollaro scenda a 1,12 nella prima metà del prossimo anno e che il cambio euro-franco svizzero sia compreso nel range 1,05 – 1,08.

7. Cogliere le opportunità per ridurre l’esposizione all’oro Un’ inflazione elevata potrebbe impedire un brusco calo dei prezzi dell’oro durante il primo trimestre del 2022, ma una volta che gli effetti di base saranno assorbiti, il rallentamento dell’inflazione permetterà ai tassi reali di normalizzarsi. Tutto ciò avrebbe un peso sugli asset a basso rendimento, compreso l’oro. Se da un lato i prezzi dell’oro potrebbero rimanere ai livelli attuali per un paio di mesi, dall’altro riteniamo che nel secondo trimestre del 2022 i prezzi saranno più bassi, fino a circa 1.600 dollari l’oncia. Per gli investitori preoccupati per l’inflazione, manteniamo una preferenza per gli indici delle materie prime in generale e, nello specifico, per i metalli industriali che hanno maggiori probabilità di trarre vantaggio dalla decarbonizzazione e dai programmi di sviluppo infrastrutturali.

8. Privilegiare la gestione tattica e attiva degli investimenti anziché quella passiva Un tema chiave per il prossimo anno è la crescente divergenza nella politica monetaria. Una delle implicazioni è rappresentata dal fatto che i gestori macro degli hedge fund dovrebbero trarne beneficio, dato il loro margine di manovra per sfruttare l’aumento dei tassi d’interesse, la maggiore volatilità del mercato e, in generale, una maggiore differenziazione dei rendimenti degli asset. La correlazione storicamente bassa di questi fondi con altre asset class più tradizionali può rivelarsi un valore aggiunto per la diversificazione del portafoglio in tempi di stress di mercato. Allo stesso modo, i trend legati alla sostenibilità continueranno a creare opportunità per i gestori attivi qualificati.

9. Volatilità in aumento, sfruttatela a vostro vantaggio Con la normalizzazione dei mercati, ci aspettiamo dei sell-off più frequenti e rendimenti più modesti. Questo si traduce nel fatto che gli investitori hanno bisogno di un set più ampio di strategie di portafoglio. Con il giusto approccio, la volatilità può aiutare gli investitori a gestire il rischio in portafoglio e a generare rendimenti come alternativa alle tradizionali cedole obbligazionarie. Riteniamo che la vendita di call option sull’S&P 500 rappresenti un’opportunità per guadagnare un premio, capitalizzando sull’elevata volatilità del mercato statunitense.

10. Focus sulla sostenibilità come driver dei rendimenti Con gli impegni assunti durante la COP26 e l’attuale crisi energetica, i flussi finanziari continuano a sostenere gli investimenti sostenibili. Questo è ormai un trend consolidato. Riteniamo che la sostenibilità sia uno dei principali driver della performance finanziaria in termini di selezione delle opportunità d’investimento. Al contrario, qualsiasi fallimento nell’affrontare le questioni di sostenibilità creerà fonti di rischio per gli investimenti afferma Lombard Odier.

Le società altamente esposte al rischio ambientale, che non riescono ad adattarsi alla transizione devono affrontare una crescente instabilità. Preferiamo le aziende i cui business model contribuiscono alla transizione verso le zero emissioni nette, offrendo soluzioni o implementando significativi cambiamenti ai loro business, in grado di contribuire a contenere la minaccia ambientale.

Lombard Odier

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