Capitalismo responsabile: un’opportunità per l’Europa

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Se l’Europa diventasse il continente del capitalismo responsabile, verrebbe garantita la prosperità e l’indipendenza delle nazioni e delle imprese europee

L’Institut Montaigne e il Comité Médicis pubblicano oggi un nuovo rapporto, “Capitalismo responsabile: un’opportunità per l’Europa”, in cui Jean-Dominique Senard, Presidente del Gruppo Renault, Vicepresidente dell’Institut Montaigne, e Yves Perrier, CEO di Amundi, Presidente del Comité Médicis, chiedono all’Europa di diventare il continente del capitalismo responsabile. Ciò garantirebbe la prosperità del continente e l’indipendenza delle nazioni e delle imprese europee.

Il rapporto definisce delle priorità chiare: favorire gli investimenti a lungo termine per le imprese responsabili, dare impulso al finanziamento a lungo termine per le imprese responsabili, riconquistare il controllo sulle informazioni contabili, finanziarie ed extra-finanziarie e creare un quadro normativo comune.

La globalizzazione non si fermerà, ma dovrà essere governata in modo tale da salvaguardare l’indipendenza e la coesione delle nazioni europee. Questa sarà una delle responsabilità delle aziende. Pertanto, il tema del capitalismo responsabile deve essere al centro della ricostruzione dell’Unione Europea. Il futuro dovrà includere un New Deal tra ogni nazione europea e le sue aziende, con il concetto di responsabilità al centro,” spiegano i due presidenti del gruppo di lavoro responsabile di questo rapporto, Jean-Dominique Senard, Presidente del Gruppo Renault, Vicepresidente dell’Institut Montaigne e Yves Perrier, CEO di Amundi, Presidente del Comité Médicis.

Capitalismo responsabile: un modello alternativo sostenibile che risponde alle sfide del nostro tempo
Il capitalismo responsabile non è solo un pilastro morale del capitalismo finanziario, ma la proposta di un nuovo modello in grado di rispondere alle sfide del nostro tempo.

È articolato intorno a tre punti chiave:
● un nuovo scopo: la funzione sociale dell’azienda e il valore che porta a tutti i suoi stakeholder (dipendenti, clienti, comunità, azionisti) sono al centro di questo capitalismo responsabile;
● la sfida di coniugare efficienza economica e sostenibilità, rispondendo alle due grandi sfide del riscaldamento globale e della coesione sociale;
● l’allineamento degli interessi degli azionisti con lo “scopo” dell’azienda e l’utilizzo sistematico dei criteri ESG che riflettano i valori europei.

Le istituzioni, i meccanismi e gli strumenti finanziari sono fondamentali in un progetto di questa portata. Ecco perché il rapporto presta particolare attenzione alle esigenze delle imprese europee. “Per garantire la transizione al capitalismo responsabile a livello europeo, è necessario cambiare il contesto di riferimento che governa le aziende, con particolare riferimento alla valutazione delle loro performance, sia finanziarie che extra-finanziarie. Questo schema consentirà alle imprese che sono già sulla strada giusta di proseguire senza difficoltà e incoraggerà altre a seguirle” spiega Francesco Bellino, Managing Director & Partner di Boston Consulting Group e membro della task force di questo rapporto.

Tre priorità per la creazione di un movimento europeo
1. Incoraggiare gli investimenti a lungo termine in Europa in un momento in cui il capitalismo di breve periodo è ancora dominante.
2. Riprendere il controllo sulle informazioni contabili finanziarie ed extra-finanziarie per allinearle ai valori europei. 3. Creare un quadro normativo comune per sostenere le imprese europee responsabili.

Commento a cura di Amundi

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